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Il Dittatore Maduro annucia l’ICO di Petro: Disgusto o Giubilo?

Posted by Lan on

DISCLAIMER: ho avuto zii e zie che in gioventù sono emigrati in Venezuela tornando poi in Italia con alterne fortune ma comunque col ricordo delle enormi potenzialità di quel Paese. Ora ho amici che sono costretti, in tarda età, a svegliarsi all’alba e fare la ronda intorno al proprio negozio prima di aprirlo per il timore di essere assaliti a scopo di sequestro nonostante il negozio sia quasi vuoto di mercanzie. E che non possono tornarsene definitivamente in Italia perchè dovrebbero abbandonare tutto il frutto di decenni di duro lavoro che al momento no ha alcn valore di mercato perchè nessuno ha soldi.

Il presidente-dittatore venezuelano Nicolás Maduro – caudillo di Chavez – ha abbracciato la moda degli ICO (Initial Coin Offering) ed ha messo in prevendita il Petro definendolo “El criptoactivo (cripto-asset) de la República Bolivariana de Venezuela“.

Nel tentativo di schivare almeno in parte le sanzioni e gli embarghi finanziari internazionali, il Petro sarà garantito “dalle risorse minerarie” del Paese, cioè da petrolio, olio, gas e diamanti, come spiegò settimane fa il presidente Maduro, e come si legge nel white paper (in spagnolo) e (in inglese) sul sito ufficiale della moneta.

In un Paese dove una dilaniante crisi – così come espressamente dichiarato nella presentazione – sta mettendo alla fame la quasi intera popolazione e dove l’inflazione erode giornalmente il magro salario di chi è costretto a poter comperare solo quello prestabilito dalla tessera settimanale può sembrare assurdo usare le proprie risorse naturale per finanziare una criptovaluta che ovviamente non verrà riconosciuta da alcun stato nazionalista.

Il tutto poi appare ancora più scioccante se si tiene conto del fatto che in Venezuela minare bitcoin è reato.

Eppure, a ben vedere, per la popolazione venezuelana avere una valuta “alternativa” che non si debba comperare alla borsa nera, come quotidianamente accade ogni giorno, potrebbe essere un modo per garantirsi una capacità di acquisto che a tutt’oggi non è nelle loro possibilità.

Ovviamente si dovranno fidare di Maduro e questo è più difficile che beccare il nounce solo con carta e matita 😉

 

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CORSO DI “TECNOLOGIE DI BITCOIN E DELLE CRIPTOVALUTE” – W01

Posted by Lan on

Troppi e troppe volte si parla di Bitcoin e block chain a sproposito. Questo è un corso universitario di 11 settimane che può chiarire molte cose. A tanti. Buon studio 🙂

Il corso è stato registrato nell’agosto del 2014. Ciò implica ovviamente l’impossibilità di argomentare o di includere nelle argomentazioni fatti e tecnologie accadute da allora fino ad oggi – compreso una maggiore diffusione mondiale del fenomeno Bit & Alt coin. purtuttavia il livello del corso resta alto vista l’enorme mancanza di un approccio scentifico a questo argomento nel panorama internazionale. Per seguire meglio il corso ho usato la trascrizione dello stesso in inglese e tramite il traduttore di Google l’ho tradotto a blocchi. Il testo di partenza era molto discorsivo visto che si accompagnava a delle lezioni video in cui si descrivevano delle slide. Questo ha ovviamente implicato una traduzione meccanica che non riesce a descrivere adeguatamente i vari concetti espressi, specialmente quando sono molto tecnici. A me serviva per capire il significato generale e solo (molto) parzialmente ho provveduto a correggere la parte in italiano. Chiunque sia interessato a migliorare il testo può fornire le modifiche usando la sezione commenti e indicando il numero del paragrafo. Grazie.

WEEK 1
Introduzione alla Crittografia e alle Criptovalute

Learn about cryptographic building blocks (“primitives”) and reason about their security. Work through how these primitives can be used to construct simple cryptocurrencies. Imparare a costruire blocchi di crittografici (“primitivi”) e la ragione dietro la loro sicurezza. Imparare come utilizzare questi “primitivi” per costruire semplici criptovalute.

I docenti del corso:
Joseph Bonneau – Ricercatore postdottorato in Informatica presso la Princeton University;
Ed Felten – Professore a Princeton di Informatica e alla Woodrow Wilson School:
Arvind Narayanan – Professore di informatica presso la Princeton University;
Andrew Miller – Studente di dottorato in Informatica presso l’Università del Maryland.

Link al sito del Corso di “TECNOLOGIE DI BITCOIN E DELLE CRIPTOVALUTE” su Coursera

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LA VOLATILITA’ DEI GIUDIZI DI JP MORGAN E LA FISSITA’ DEL SOLE 24 ORE

Posted by Lan on
La volatilità del Bitcoin nei giudizi di JP Morgan Mentre il governatore della Bce, Mario Draghi («dietro il Bitcoin non c’è niente») pare avere le idee chiare sulla criptovaluta più scambiata, dalle parti di JP Morgan i giudizi sembrano essere più confusi. Lo scorso settembre l’ad James Dimon aveva tuonato contro il Bitcoin definendolo «una truffa» e promettendo di licenziare un solo trader della sua banca che avesse sorpreso a fare trading sulla criptovaluta. Tuttavia la banca d’affari in una nota ai suoi clienti datata febbraio 2018 e riportata da Business Insider non ha affatto bollato la criptovaluta promuovendo il ruolo degli Etf nel traghettare verso il Bitcoin gli investitori. «Gli Exchange-Traded Fund sul Bitcoin sono il santo Graal per gli investitori e potrebbero avere un impatto di trasformazione per la criptovaluta». Idee volatili, quindi, come il prezzo del Bitcoin. (V.L.)

La volatilità del Bitcoin nei giudizi di JP Morgan

Una notizia che avrebbe dovuto avere maggior risalto è stata messa in un angoletto a pagina 29 del Il sole 24 Ore nell’edizione di oggi 15 febbraio 2018. Ma quando si tratta di parlare, anche solo minimante, in positivo dei bitcoin (con la b minuscola visto che stiamo parlando della “valuta” e non del software Bitcoin) Il Sole proprio non ce la fa. Nonostante stia riportando un “leak” molto interessante. Sta di fatto che la vera notizia è quella in cui JPM davanti faccia la parte della gang dei poliziotti ma in realtà sotto sotto (e riservatamente) ai suoi facoltosi clienti avvezzi a tutto pur di far denaro dice:

“Gli Exchange-Traded Fund sul Bitcoin sono il santo Graal per gli investitori e potrebbero avere un impatto di trasformazione per la criptovaluta.”

In pratica vuol dire che non è necessario investire in bitcoin (e “chissenefrega” della tanto osannata block chain di Bitcoin), ma bisonga investire sull’indice BTC. Sempre la stessa storia di chi a Nottingham sguazza nell’oro mentre dice che Robin “bitcoin” Hood è il cattivo.

Chissà se Il Sole caccerà JP Morgan dalla gang? (Ovviamente la Repubblica non guarda Business Insider. Nemmeno fosse il suo maggior partner su repubblica.it).

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DRAGHI VS BITCOIN

Posted by Lan on

In occasione dell’iniziativa #AskDraghi – perchè se si usano i social si diventa gggiovani 😉 – al governatore dell’Eurotower Mario Draghi sono state poste molte domande in merito alle criptovalute e ad almeno una di esse ha dovuto rispondere.

 

Italo ask to Draghi:
If you were a young university student like me, would you buy bitcoin?

Italo chiede a Draghi:
Se fosse un giovane studente universitario come me comprerebbe i bitcoin?

Well, it’s not up to me to tell Italo what he should do.
But frankly, I would think carefully.
You know, a euro today is a euro tomorrow. Its value is stable. The value of bitcoin oscillates wildly.
Of all things, I would not call bitcoin a currency for this reason, but also for another reason.
The euro is backed by the European Central Bank. The dollar is backed by the Federal Reserve. Currencies are baked by the central banks of their governments.
Nobody backs bitcoin.
I’ve also seen that many of you posted questions about whether the ECB is going to ban bitcoins or it’s going to regulate bitcoins.
I have to say, it’s not the ECB’s responsibility to do that.

Bene, non spetta a me dire a Italo cosa dovrebbe fare.
Ma francamente, ci penserei attentamente.
Sai, un euro oggi è un euro domani. Il suo valore è stabile. Il valore del bitcoin oscilla selvaggiamente.
Sopra ogni cosa, per questo motivo non chiamerei bitcoin una valuta, ma anche per un altro motivo.
L’euro è sostenuto dalla Banca centrale europea. Il dollaro è sostenuto dalla Federal Reserve. Le valute sono sostenute dalle banche centrali dei loro governi.
Nessuno sostiene i bitcoin.
Ho anche visto che molti di voi hanno fatto domande sul fatto se la BCE abbia intenzione di bandire i bitcoin o che regolerà i bitcoin.
Devo dire che non è compito della BCE farlo.

 

Parole che sono arrivate insieme alle accuse del direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, per il quale “I bitcoin non sono monete, ma aggeggi speculativi. Il loro valore sale e scende solo in seguito di movimenti speculativi. Non sono sistemi di pagamento, nè niente di ciò. Piuttosto, assomigliano a degli ufo”.

Il governatore Draghi ha invece definito la tecnologia blockchain, l’infrastruttura informatica sulla quale si basano le monete virtuali, “piuttosto interessante”, in grado probabilmente di “rafforzare un’economia e creare molto benefici”. Ma la tecnologia blockchain “non è ancora sicura, dunque dobbiamo studiarla”

Diciamola tutta il Drago sputa fuoco ma cerca attentamente di non far bruciare del tutto la block chain che, forse, sarebbe l’ultima sponda per far restare a galla le banche.
Ma cone faranno a farla funzionare senza l’incentivo bitcoin?